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Coaching one to one: migliorare significa conoscere sé stessi

L’obiettivo del Coaching one to one è fornire agli AD o singoli manager delle nuove risorse efficienti ed efficaci per guidare il proprio team e la propria azienda. Per raggiungere questo obiettivo il compito del coach è reincorniciare la situazione. Cosa s’intende? Procediamo per gradi.
Le reazioni ad un determinato evento sono influenzate dai seguenti fattori:

  • analisi oggettiva della situazione, seppur influenzata dalle convinzioni e/o giudizi personali;
  • competenze e strumenti del proprio bagaglio personale;
  • colori della personalità.
Nel corso del tempo questi fattori possono creare standard di azione, schemi predefiniti attuati in modo condizionato. Questi schemi comportano dinamiche ridondanti, vale a dire reazioni a catena che si attivano tra persona e ambiente esterno. Per esempio un collaboratore non ha ultimato un’attività, lo standard di azione potrebbe essere:
  • l’AD reagisce impulsivamente creando conflitto;
  • l’AD reagisce in modo partecipativo.

Quando si attuano questi schemi, non si hanno più stimoli per cercare e sperimentare sistemi differenti e ciò comporta a risultati scarsamente performanti.

Il lavoro di coaching si pone l’obiettivo di stimolare il pensiero dell’AD e indurlo al cambiamento (switch) utile per osservare la situazione sotto una nuova prospettiva conferendogli un significato differente e di valore, uscendo dagli schemi condizionati e dinamiche ridondanti. Inoltre l’obiettivo è di fornire all’AD nuove risorse e strumenti utili nel confronto con il team e le situazioni. Questo processo è ciò che si definiva poco fa con reincorniciare la situazione.

Detto ciò per arrivare a questo risultato è essenziale la consapevolezza di sé e del contesto e il lavoro di coaching parte esattamente da questa analisi. Un AD consapevole di sé, dei propri punti di forza e dei propri limiti è un leader autorevolmente migliore e performante per il team.

Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi
Marcel Proust

Si tiene a precisare che non può esistere una performance quantitativa se alla base non è presente una performance qualitativa. Nel coaching la qualità è da intendere non solo come precisione e valore, ma si esprime anche attraverso lo sviluppo personale, la motivazione del team e la crescita manageriale. Per questi motivi il lavoro di coaching aziendale proposto alle aziende parte dalla creazione di performance qualitative. Per raggiungere questo obiettivo, come coach individuo il clima aziendale in termini di relazioni nel team, analizzo gli aspetti positivi delle dinamiche infine creo stimoli orientati all’acquisizione di senso di collaborazione, di fiducia e di stima reciproca, fattori essenziali per generare risultati qualitativi e performanti.

Cosa s’intende con performance qualitativa?
Nello specifico si riferisce alla qualità della gestione della performance, per cui a monte dei risultati, questi ultimi più riferibili alla performance quantitativa.

La gestione della performance può essere analizzata attraverso tre fattori consequenziali e interdipendenti:
  • atteggiamento individuale;
  • rapporto interno con le persone del team;
  • rapporto con i clienti.

Come nell’analisi quantitativa, anche in quella qualitativa l’approccio del coach nei confronti dell’AD parte da semplici quesiti:
  • conoscere l’atteggiamento dei collaboratori verso l’azienda e i rispettivi ruoli;
  • sapere se il team è orientato verso la Visione aziendale;
  • sapere se l’AD ha orientato la struttura verso il risultato stabilito;
  • conoscere il clima di collaborazione instaurato nel tempo.

La squadra è apparentemente orientata verso risposte positive, ma nel profondo si possono riscontrare i paradossi e i veri conflitti. La parola chiave che denota il limite al proseguimento è finché (per esempio: l’attività potrà proseguire finché è possibile o finché non ci saranno troppi cambiamenti). Questi limiti creano conflitti interni e circoli viziosi da cui diventa impossibile riemergere, cambiare, raggiungere obiettivi e ottenere risultati performanti. Restare sotto lo standard qualitativo significa non evolversi. Di fronte a queste situazioni di stallo l’imprenditore decide di investire sulle performance quantitative, poiché più semplici da misurare rispetto a quelle qualitative. Si investe in macchinari, software tralasciando gli investimenti su aspetti manageriali, di crescita e in termini di cambiamento. Per superare questi limiti o standard del clima aziendale è necessario analizzare e migliorare ogni aspetto del clima interno.

L’altro aspetto su cui lavorare per ottenere una performance qualitativa è il rapporto con il cliente che deve trovare le fondamenta nella fidelizzazione, nella collaborazione e nella consapevolezza del valore dato al cliente. Un cliente fidelizzato si sente sicuro nei confronti dell’azienda e il rapporto costruito con impegno permetterà di raggiungere risultati qualitativamente performanti.

A dispetto dell’immaginario collettivo che sembra identificare nella performance quantitativa il mezzo per raggiungere risultati, la vera chiave di volta è da trovare nella performance qualitativa, unica colonna portante per la realizzazione di obiettivi condivisi e concretizzazione di risultati di valore.

In conclusione si può notare come le performance qualitative vincenti trovano necessariamente le basi nelle persone stesse, vero capitale dell’azienda, e nelle relazioni instaurate.


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Sono un trainer e un business coach e da oltre trentacinque anni mi occupo di aziende.
Mi sono specializzato nelle performance delle persone all’interno dei loro ruoli dirigenziali o di direzione, in termini di motivazione, credenze, azioni, capacità soft skills e metodo.