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Coaching aziendale: la formula vincente per la performance di successo

Il corso di coaching aziendale proposto si genera da una formula.
Personalmente la definirei magica con l’unica differenza che per il risultato desiderato è necessario un profondo e costante lavoro sulla propria identità.

La formula fornisce un modello chiavi in mano da seguire e a fine lettura qualsiasi leader sarà in grado di dare il via al cambiamento.

La formula:

  • Motivazione + Credenze + Azioni + Soft Skill + Metodo = Performance

La performance è costituita da elementi interdipendenti che concorrono al raggiungimento del risultato desiderato ed è sempre in relazione al contesto in cui l’AD agisce.

La motivazione è l’impulso e punto d’origine che mette in moto il processo, è il desiderio, il quid che crea cambiamento. Senza la motivazione il manager non percepisce la volontà di crescita, di innovazione e di responsabilità. La motivazione è interconnessa al senso di appartenenza al progetto, alla consapevolezza di fare la differenza e alle relazioni positive del team.

Di per sé la motivazione è effimera, necessita di essere alimentata per durare nel tempo e il buon leader è colui che è in grado di motivare il suo team e declinare la motivazione in percorso duraturo.

Le credenze sono il software della mente, il risultato di esperienze; guidano la persona nell’agire e spesso si declinano in affermazioni stereotipate che possono influenzare le azioni, le aspettative e i risultati. Quando sopraggiungono i dubbi riguardo alle credenze, nasce il desiderio di analizzarle e rimodellarle per renderle attuali e coerenti alle nuove tecnologie e alle aspettative dei clienti e questo è il momento in cui le credenze entrano in relazione con la performance e il processo di cambiamento.

Le azioni sono il modo migliore per condurre un team, si concretizzano fornendo l’esempio da seguire. Gli ingredienti delle azioni sono le soft skill o più propriamente le capacità manageriali e le competenze personali.

Con azioni e soft skill avviene il cambiamento. Superato l’AD focalizzato sul bilancio, privo di carisma si giunge all’AD che sa comunicare ed esporre un progetto strategico, che aggancia l’interlocutore, creando coinvolgimento e che sa gestire conflitti. Le abilità comunicative, la predisposizione al dialogo, l’ascolto attivo, le capacità organizzative, la gestione dell’area emozionale e innovativa sono le competenze qualitative che fanno dell’AD il leader autorevole.

Il metodo è lo strumento per raggiungere lo scopo desiderato, il sistema che permette all’AD e al suo team di focalizzarsi sul proprio percorso verso l’obiettivo. Il metodo è un insieme di azioni ripetitive attuate mediante strumenti tecnici. Solitamente i metodi prendono forma nel corso degli anni, ma per renderli sempre attuali è necessario rinnovarli e renderli coerenti al processo di evoluzione.

La formula è alla base del coaching aziendale da me proposto e si declina perfettamente per il raggiungimento di performance di squadra e di singoli manager. Inoltre se applicata alla squadra, la formula terrà necessariamente conto anche della gestione delle risorse, le relazioni e le singole personalità, fattori essenziali per la riuscita del percorso in team.

Essere consapevoli delle componenti che generano la performance individuale o del team permettono all’AD di focalizzare gli elementi da dover osservare e di conseguenza definire il piano di intervento più opportuno per migliorare la qualità e la stabilità dei risultati desiderati.


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Sono un trainer e un business coach e da oltre trentacinque anni mi occupo di aziende.
Mi sono specializzato nelle performance delle persone all’interno dei loro ruoli dirigenziali o di direzione, in termini di motivazione, credenze, azioni, capacità soft skills e metodo.