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Lo sviluppo personale e una nuova capacità di gestione: lo Switch Mentale

Dopo il primo colloquio con l’AD o il Board, in cui raccolgo le informazioni utili al fine di dare gli strumenti al Team Leader per osservare al meglio cosa succede all’interno della sua azienda, si passa a una fase successiva. L’AD o il Board è ormai agganciato, e pronto per avventurarsi in uno sviluppo personale che lo porterà a un cambiamento di prospettiva e a sviluppare nuove capacità manageriali.

Coaching Board: quando guidare un team significa ascoltare gli altri

La mia seconda area di competenza è il Coaching Board, il lavoro su un Team che solitamente non supera le 4 persone. Il Board è formato dalla proprietà o dal CdA, organi che hanno in carico la leadership di un’azienda: un insieme di persone dagli equilibri delicati, che necessita spesso di un aiuto e di una consulenza per poter ascoltare il team e lavorare in armonia.

Per il mio lavoro di Coaching Board, solitamente mi concentro su 5 obiettivi differenti.

Coaching One to One: per migliorare bisogna conoscere sé stessi

L’obiettivo del mio Coaching One to One è sostanzialmente uno: dare agli AD delle nuove risorse per poter guidare al meglio il proprio team, e quindi la propria azienda. Per farlo parto da un concetto fondamentale: la necessità di “reincorniciare” la situazione. Cosa significa?
Ci sono alcuni fattori che determinano il “come” si reagisce a un determinato evento:

Coaching aziendale: la performance del tuo team è qualitativa?

Partiamo da un presupposto fondamentale: non esiste performance quantitativa se alla base non c’è una performance qualitativa. I numeri, i kpi, i risultati saranno un lontano miraggio, se la performance del team non si basa sulla qualità del lavoro svolto. Nell’immaginario collettivo qualità è sinonimo di qualcosa che è fatto bene, con precisione, ma nel coaching la qualità sottintende anche concetti come lo sviluppo personale, la motivazione del team e la crescita manageriale.

“It’s time to lead”, il coaching che cambia il modo di vivere la leadership

“It’s time to lead” significa consapevolezza. Significa essere coscienti della necessità del cambiamento. È un invito a mettersi in gioco, un’esortazione a prendere in mano le redini della propria carriera, del proprio ruolo di leader. Significa cambiare prospettiva, e per fare questo bisogna imparare a conoscere sé stessi, per dare nuova linfa e un nuovo orientamento strategico alla propria azienda. Facile a dirsi, ma a farsi?

La realtà è che per un AD è sempre più difficile riuscire a cambiare rotta.

Coaching aziendale: qual è la formula segreta di una grande performance?

La mia attività di coaching aziendale parte da una formula. La definirei “magica” se non fosse che, per renderla reale, non serve una bacchetta ma un intenso e profondo lavoro su sé stessi. Un lavoro da parte degli AD, che con il mio aiuto migliorano la performance conseguita all’interno dei loro ruoli manageriali e di direzione.

In cosa consiste questa formula? Vediamola nel dettaglio.

Motivazione + Credenze + Azioni + Soft Skills + metodo = Performance

Raggiungere gli obiettivi prefissati: cosa è la performance quantitativa

Abbiamo identificato qual è la formula per definire una grande performance. Motivazione, credenze, azioni, soft skills e metodo sono gli elementi che concorrono a generare la performance del leader. Ma non tutti i tipi di performance sono uguali. Nella mia esperienza da coach ho imparato infatti che esistono due categorie: quella quantitativa e quella qualitativa.
Sono due mondi molto vicini, e l’uno alimenta l’altro. Potremmo chiederci: quale influisce sull’altro?

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Sono un trainer e un business coach e da oltre trentacinque anni mi occupo di aziende.
Mi sono specializzato nelle performance delle persone all’interno dei loro ruoli dirigenziali o di direzione, in termini di motivazione, credenze, azioni, capacità soft skills e metodo.